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lunedì 17 luglio 2023

"Enrico the book" – Intervista a Francesca Garofalo



Zapponeta non è solo focaccia, cipolle, mare e Nicola Di Bari; nel libro di Francesca Garofalo, Zapponeta è anche Zapponè ed è la Hogwarts del suo "Enrico".

MK – Hai scritto un racconto molto divertente, apprezzabilissimo anche da quell'1% che non conosce HP, un super omaggio per il restante 99% di ultrafan della saga della Rowling: c'è stato qualche seguace della "Divina" che non ha capito il tono leggero e a tratti disperato del tuo "Enrico"?

FG – L’intento era porgere un omaggio sentimentale e ironico allo stesso tempo, esattamente, e per fortuna è stato colto da chiunque lo abbia letto. Mi è capitato però di imbattermi in un paio di bookblogger che non avevano capito la vera età del protagonista e, convinte si trattasse di una storia simile all’originale, quando si sono trovate di fronte le avventure di un trentacinquenne hanno rischiato il collasso... Credo che in principio abbiano vissuto una sorta di delusione amorosa, poi sono riuscite a entrare nel meccanismo della faccenda e ne hanno apprezzato pienamente l’ironia e la leggerezza.

MK – Zapponè è il paesino in cui si muovono i tre personaggi principali, tre "spatriati": come ha accolto il cameo la cittadina di Zapponeta? 

FG – Conosco Zapponeta tramite i racconti leggendari e molto divertenti di una persona cara che vive nella zona, e ho avuto modo di passarci di sfuggita un paio di volte, ma sono sicura che sia migliore di come l’ho dipinta io. Ho preso solo qualche spunto. Dubito che Zapponeta conosca "Enrico" o abbia idea che un racconto sia stato ambientato tra le sue strade. Se così fosse ne sarei onorata!

MK – Nonostante la sua leggerezza, la storia ha uno stile narrativo mai banale e un lessico puntale e ricercato che non disdegna dialetto e dialettismi della Capitanata, uno per tutti "trmon'", già sdoganato da Michele Emiliano: che ricetta hai usato per dosare sacro e profano?

FG – Può sembrare strano e inappropriato che una napoletana si impadronisca di un dialetto che non le appartiene (sarà una piccola vendetta nei confronti di Renzo Arbore? Ovviamente si scherza), ma ho amici della zona, e ascoltarne la cadenza divertente e gioiosa è stato un colpo di fulmine. Nessun altro dialetto nel mio immaginario avrebbe avuto la stessa efficacia per dipingere "Enrico". Questi amici si sono prestati persino come consulenti per le parole più complicate! C’è anche da specificare che, essendo Zapponè immaginaria, lo è anche la sua lingua, costituita da un mix di parole e modi di dire di varie località. Forse a volte ho esagerato con le espressioni colorite, ma "Enrico" è così: non sa cosa siano i filtri!

MK – «... Quando capirà che a fare le cose fra cugini escono i figli elfi, sarà troppo tardi!» Questa mi ha davvero fatto sbellicare! Il tuo humor inglo-apuliano dà un tocco assolutamente originale al racconto, è la tua cifra stilistica o la cifra di "Enrico"?

FG – Posso dire che c’è parecchio di me in "Enrico". Il libro più del personaggio. Ho sempre adorato il black humor, le commedie anglosassoni alla “Funeral Party” di Frank Oz e Dean Craig. Il fatto che sia emerso anche questo ulteriore aspetto mi rende davvero felice!

MK – Hai già scritto un sequel di che si intitola "Enrico e l'Ottagono di Pietra": dicci che arriverai al libro numero 7!

FG – Per carità, ma grazie di avere avuto il fegato di immaginarlo! Già convivo con il terrore di aver fatto un possibile e non voluto sfregio all’opera della Rowling, sebbene nelle mie intenzioni ci fosse una quantità smisurata di amore per la saga. Non sarei mai in grado di proseguire oltre il secondo capitolo, al massimo potrei ipotizzarne un terzo . In fondo, le avventure di "Enrico" sono un pretesto per raccontare la sua crescita emotiva e la sua evoluzione, anche se a trentacinque anni suonati si dovrebbe essere già abbastanza avanti nel cammino... Mi sento di dire che in "Enrico L’Ottagono di Pietra" c'è molta più carne al fuoco, nuovi personaggi che fanno concorrenza alla sua sconsideratezza; è un’avventura alla “Goonies” con qualche attimo di vera magia... ciò di cui lui, io come autrice e tutte le persone a cui è dedicato il libro avevano veramente bisogno.

#enricothebook 

#harrypotter #francescagarofalo



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