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martedì 24 maggio 2022

"14" incontra le ragazze e i ragazzi della scuola media Rocca Bovio Palumbo di Trani

Il mio Salone del Libro si è svolto ieri e oggi, nelle sale di una magnifica libreria tranese 😍

Grazie a Elisa Mantoni ed Enzo Covelli della Libreria Miranfù; ai docenti Ocello, Sasso, Filannino, Porcelli S., Diana, Mogavero, Porcelli C.A., Montaruli, Cassanelli, Di Costantino, Papagni, Pario e Mastrapasqua, Spada, Arcara, Narcisi, Bonvino, Visaggio S., Lomuscio, Clotilde; al Dirigente scolastico Giovanni Cassanelli della scuola media Rocca Bovio Palumbo, alla biblioteca comunale Giovanni Bovio e alle classi II C, III A e III B,  I A, C, L ed M; e ancora I e II E e II D e III E: ho una pessima memoria per i nomi ma i vostri visi sotto le mascherine, la vostra attenzione e le tantissime domande con le quali avete benedetto/onorato/omaggiato me e la storia di Wal e Manu non li scorderò di sicuro. 

In solluchero! 😊












#maggiodeilibri
#incontriconlescuole
#14 #scuolemedie 
#adolescenza #trani

martedì 17 maggio 2022

Giornata Internazionale contro l'Omofobia, la Bifobia e la Transfobia


#17maggio
#GiornataInternazionaleControlOmotransfobia

     «Quanto pensi di aspettare ancora prima di chiederle scusa? Tu e quella scimmia urlatrice della tua ex avete trattato lei e Gabry come delle appestate!»
    «Isa non c’entra. Lasciala fuori.»
    «Invece c’entra! C’entra chiunque etichetta come “sbagliato” chi non gli somiglia. Tu non puoi immaginare il carico di sofferenza alla quale ci costringete… a quanto
tempo, cure e paranoie ci obbligate pur di guadagnare il vostro rispetto. Prendi me: sono nata con un’anima femminile, ma il mondo non sa che farsene di ciò che non
vede; non crede a nulla che non possa essere toccato con mano, verificato. Avrei dovuto evirarmi per farmi accettare? Erika lo ha fatto, ma non è servito! La gente ha continuato a guardarla con la stessa morbosità, chiedendosi cosa fosse… le osservava la faccia, le braccia e il collo in cerca di tracce di mascolinità, domandosi se fosse donna… fra le gambe, non nel cuore! Come se la verità fosse solo carne. Ogni uomo che è andato a letto con lei si è addormentato fra le braccia di una donna senza accorgersene. Era più vera lei di tante altre… era più donna lei… e anch’io, lo sono anch’io…» la frase resta sospesa. 
Luisa si sdraia su un fianco, di spalle, tace.
Rodolfo la sente singhiozzare, ma non muove un dito: una sua amica sta soffrendo, e lui non sa consolarla. Non può. Se fosse una donna come le altre potrebbe aiutarla.
Amarla. Però Luisa non è una donna.




lunedì 10 gennaio 2022

Pubblica con noi



“Pubblica con noi” 

“Hai un manoscritto nel cassetto?” 

“Cerchiamo nuovi autori”


Sui social e in rete circolano tantissime grafiche, più o meno accattivanti, che fanno luccicare gli occhi alle/agli esordienti: attenzione! Macchine da scrivere d’antan, piume d’oca intinte in calamai vintage e panorami aspirazionali il più delle volte sono specchietti per allodole.


Ne ho scelto e modificato uno ics per parlare di un concetto semplicissimo: scrivere non è un HOBBY, è un mestiere. Spesso originale, sovra o sottostimato, creativo, marchettaro, modaiolo ma pur sempre un lavoro, e come tale va rispettato, almeno quanto gli altri. Ça va sans dire, si deve ricevere un compenso a fine corsa.


Cosa c’è di tanto tanto sbagliato nelle politiche  aziendali degli editorucoli da strapazzo?


1. Dare per scontato che se una/un esordiente ha un racconto/romanzo/progetto nel cassetto sia disposto a pagare pur di veder pubblicata la sua opera. Scrivere bianco su paesaggio che l’invio e l’eventuale selezione è GRATIS, implica il dato di fatto che QUESTO editore non si fa pagare, ma che la prassi/normalità lo preveda. 


2. Sperare che una/un esordiente “ringrazi e vada avanti” sottoscrivendo un contratto di cessione (talvolta parziale) di diritti d’Autore, ricevendo al posto di un pagamento anche irrisorio ma reale – in genere diritti d’Autore anticipati – uno “sconto Autore” per poter acquistare copie del SUO romanzo/antologia/silloge a un prezzo conveniente. Capite bene che, a conti fatti, la differenza fra queste CE e le EAP è davvero minima. 


3. Approfittare dell’inesperienza delle/degli esordienti, che purtroppo ignorano il passo successivo: una volta pubblicato – magari senza editing e con una copertina pietosa – il loro romanzo/racconto/poesia non sarà pubblicizzato (se non dall’Autrice/Autore sui suoi canali), non sarà distribuito nelle librerie (se non dall’Autrice/Autore nella libreria sotto casa) e, nel caso vendesse qualche copia, l’esordiente non beccherà un centesimo di royalties poiché ha ceduto il suo diritto d'Autore all’editore in compensazione delle spese di produzione supportate da quest'ultimo.


Come dovrebbe andare allora?


Una CE seria legge i manoscritti gratis, sceglie quelli sui quali desidera investire del denaro (perché li ritiene validi o perché pensa possano vendere: fatti suoi), e chiede all’Autrice/Autore di lavorare insieme all’editing finché il romanzo/racconto/poesia non è pronto per andare in stampa e raggiungere le librerie nella tiratura che la CE ritiene proficua. A fine lavori, l’Autrice/Autore riceve un contratto con una scadenza relativamente breve (5 anni sono sufficienti a stabilire se la collaborazione fra le parti ha soddisfatto tutti) e, se non ha ricevuto diritti d’Autore anticipati, aspetta all’incirca un anno per ricevere la rendicontazione delle royalties e fatturare quanto gli spetta. Normalmente dal 6 al 10% sul titolo di copertina. Tasse escluse.


“Non puoi pensare di vivere di editoria in Italia” 

“Di cultura (e di diritti d’Autore) non si campa”

“Devi fare almeno un altro lavoro”

“Ho troppe spese, ti pagherò quando avrò recuperato le uscite”


Se una CE ti dice una qualsiasi fra queste frasi, mollala: pochissimi editori fanno ANCHE un altro lavoro, anche se molti di loro dovrebbero cercarsene uno che non li faccia sembrare magnaccia: chi non ha soldi da investire sull’editoria di qualità e si barcamena spiumando le/gli esordienti dovrebbe chiudere baracca.





lunedì 27 dicembre 2021

"14" su L'Edicola del Sud



Una catena di eventi fortuiti e piccole coincidenze influenzeranno in modo imprevedibile la vita di due adolescenti. Sarà presentato domani, a partire dalle 10.30 nella sala della bifora di Bisceglie, l’ultimo romanzo della scrittrice Malusa Kosgran. L’evento è promosso dalla libreria Prendi Luna book & more in collaborazione con Zona Effe. L’autrice, nata a Milano ma biscegliese d’origine, ha già all’attivo tre romanzi, albi illustrati, graphic novel e tantissimi fumetti. Un turbinio di creatività. La sua ultima fatica “14” (Lapis Edizioni).

Ce ne può parlare?

14” è nato un paio di anni fa. Ho affinato la prima bozza durante uno dei momenti di chiusura legati alla pandemia, però una prima e grossolana stesura giaceva da mesi in una cartella sul mio computer. A mio parere, l’ispirazione è una lampadina accesa da salvaguardare con cura per evitare che si fulmini: non è sufficiente avere una buona idea, occorre tempo, pazienza e tanto lavoro per far sì che un soggetto interessante possa diventare un romanzo solido. L’impulso a riprenderlo è stato il Premio Giana Anguissola 2020, un concorso letterario incentrato sulla narrativa per ragazzi. Allora, il mio manoscritto si chiamava “11” e si piazzò secondo. L’importante riconoscimento mi ha spinta a proporlo a una casa editrice romana che seguo e stimo da tempo, la Lapis Edizioni: all’editrice, Rosaria Punzi, è piaciuto e mi ha affiancato un’eccezionale editor ed autrice, Luisa Mattia, che mi ha dato preziosi consigli per far sì che “11” crescesse. Di fatti, è cresciuto, a cominciare dal titolo.

Lei è anche illustratrice e sceneggiatrice per fumetti, in che modo queste sue passioni si riflettono nella scrittura?

La Scuola di fumetto di via Savona a Milano e l’Accademia Disney, insieme agli insegnanti e agli professionisti che ho avuto l’onore di incontrare, sono una parte fondamentale del mio percorso autoriale. Col tempo, addentrandomi nel mondo dell’editoria, la passione e la vena creativa che da sempre mi spronano a continuare a scrivere e a disegnare, si sono affinate: possedere un talento grezzo è sicuramente un grande dono, ma occorrono impegno e umiltà per non accontentarsi e svilupparlo. Sceneggiare un fumetto significa raccontarlo con dovizia di particolari – vignetta per vignetta e dialogo per dialogo – in modo che il disegnatore che riceve la storia possa trasporla graficamente. Nel mio caso, descrivere le azioni e metterle per iscritto mi ha dato la possibilità di vedere quello che scrivevo e di liberare le storie che vivevano nella mia testa. È stato importante perché mi ha aiutata a creare situazioni e personaggi plausibili nei quali ci si può immedesimare con facilità.

Quando ha capito che voleva diventare una scrittrice?

Non credo di averlo mai deciso, in effetti. Scrivo da sempre, anche da ragazzina mi dilettavo riempiendo pagine su pagine di carta. Ricordo che insistevo calcando l’inchiostro per far sì che che pagine scricchiolassero/suonassero girandole. Quando appena diciottenne mi trasferii a Milano volevo disegnare fumetti, ignoravo che sceneggiarli fosse un mestiere, e che fosse così tanto creativo. Una delle mie insegnanti, Laura Scarpa, un’autrice incredibile, mi spinse a scrivere un soggetto per partecipare al primo corso di scrittura creativa targato Disney. Mi disse che sapevo scrivere e che conoscevo quel mondo, seppur da lettrice, per cui non provarci sarebbe stato sciocco. Le diedi retta e scrissi una storia con la strega Amelia e il corvo Gennarino. A mano, non avevo nemmeno una macchina da scrivere. Alessandro Sisti mi scelse insieme ad altri nove candidati sparpagliati in tutta Italia, trasformandomi in una sceneggiatrice Disney. Ricordo che mi disse: “Hai le idee ma ti manca la tecnica, per fortuna quella posso insegnartela io”. Immagino che sia stato uno dei bivi importanti della mia vita.

Quanto deve la sua formazione culturale alla Puglia?

C’è chi sostiene che la Puglia sia uno stato d’animo, penso sia vero. Sono tornata a vivere a Bisceglie nel 2013, dopo oltre vent’anni trascorsi a Milano. Nonostante la distanza e gli impegni, non ho mai lasciato passare più di un mese “lontana da casa”. La Puglia non mi ha formata dal punto di vista culturale, ma mi ha letteralmente forgiato il cuore. Ho scritto due romanzi che la omaggiano, l’ultimo “In attesa degli altri trasmettiamo musica da ballo” è stato pubblicato nel 2019, e ne ho un quarto ancora inedito che vede Bisceglie nuovamente protagonista. Lasciare la Puglia è stato fondamentale tanto quanto, a un certo punto, tornare da lei.




mercoledì 15 dicembre 2021

"14" al festival 9mbreinlibro

 Grazie infinite a Mariapaola Pesce per l'attenta e divertente intervista 💝


Guardala qui

 https://fb.watch/9VO1pmz3GY/

venerdì 10 dicembre 2021

"14" di Malusa Kosgran al Castello di Bisceglie

 


14 di Malusa Kosgran ci ricorda l’importanza di raccontarsi e condividere quando si è adolescenti, e quanto sia fondamentale farlo con le persone giuste, che ci comprendono anche se apparentemente diverse da noi.
La libreria Prendi Luna Book & More e l'organizzazione di tutela ambientale Zona Effe presentano 14, primo romanzo per ragazzi di Malusa Kosgran, scrittrice e illustratrice, autrice di romanzi, raccolte di racconti, albi illustrati per bambini e svariate pubblicazioni a fumetti.
Appuntamento a domenica 19 dicembre alle 10.30 presso la Sala della Bifora nel Castello di Bisceglie (BT) con Malusa Kosgran e il suo 14.
Modera l’incontro letterario la professoressa Grazia Amoruso.


Trama
Manuela è solare e dinamica, ha un rapporto aperto e sereno con la sua famiglia e vive in Italia. Walery invece vive in Polonia, è scontrosa e taciturna e soffre perché il papà è andato via di casa lasciando lei, la mamma e il fratellino. Cosa unisce due ragazze così lontane? All’inizio nulla, oltre il luogo di villeggiatura, un’isola greca che ospita dapprima di Donizetti e successivamente i Rossini. Sarà proprio a Rodi, nella villetta che ha accolto entrambe le famiglie, che Manuela troverà una foto strappata sotto il suo letto e cercherà di risalire alla proprietaria, Walery con il prezioso aiuto di nonna Gaia e del suo specialissimo intuito. Scrivendosi, Wal e Manu scopriranno quanto un’amicizia vera possa aiutare a guardare la vita con occhi diversi, e a crescere tenendosi per mano. “14” è un romanzo perfetto a partire dagli 11 anni.

mercoledì 29 settembre 2021

La donna-mamma

Non scriverò un post contro le mamme. Io amo le mamme. Mia madre è una mamma! La mia migliore amica è una mamma! Una volta ho fatto un viaggio di cinque giorni con due amiche incinte, su un’isola, e non ne è morta ammazzata nessuna. Sento di poterlo giurare: non sono razzista nei confronti delle mamme. Le frequento. Ci parlo. Le ascolto parlare non stop dei loro figli, di colichette, gengive, mastiti, pianti, diarree e primi passi. Guardo le foto dei loro bambini regalate ai social. Mi piacciono. Alcuni di loro mi chiamano zia, e sono davvero personcine adorabili. Vorrei solo che esistesse una regolamentazione per limitare la saccenteria di molte di queste impavide donne-mamma e il loro impulso – irrefrenabile, talvolta una vera e propria smania – di dover per forza spacciare perle di saggezza mammesca in ogni dove e in ogni contesto possibile: dagli scaffali del supermercato ai blog dedicati, dalla festa di famiglia alla re-union scolastica, dal parrucchiere alla spiaggia; che una mica può passare la vita a far finta di essere sorda. O cretina. Ho l’età che mi merito. Quella in cui, per premiare una pazienza pluridecennale, mi dico che anche basta. Il momento lungo 25 anni in cui chiunque – dalle zie alla cartomante passando per l’estetista e la perfetta sconosciuta – si sente obbligata a “dirti cose” è finalmente finito. Terminato. Scaduto. E invece no. Le considerazioni di alcune donne-mamma si evolvono solo, o meglio, le considerazioni di alcune donne-mamma sono le uniche a evolversi.


– Ti devo dire una cosa bellissima...
– Sei incinta!
– No. Si tratta di lavoro.
– Ah, che peccato. Mi ero illusa. Novità?


– Non mi sento bene.
– Uhm… Non è che…
– No no, ho solo il ciclo. Ogni volta mi devasta.
– Lo sapevi che dopo la prima gravidanza i dolori mestruali svaniscono?
– Anche dopo una bustina di ketoprofene.
– Ora dici così, ma poi quando i figli arrivano… perché prima o poi arrivano, sai?


– Ho saputo che aspetti, che bella notizia.
– Grazieeee! Non sai che gioia, mi sento già diversa, è difficile da spiegare, finché non ti capita non puoi capire…
– L’avete cercato?
– No, ma i figli sono una benedizione di Dio.
– Sono anche una scelta.
– Scommettiamo che la prossima sei tu? Dai, fammi compagnia! Sai che bello essere incinte insieme?


– I figli si devono fare entro i trent’anni, dovresti darti una mossa.
– Sì, boh. Comunque io i trent’anni li ho superati da un pezzo.
– Che c’entra? Tu sei sembri una ragazzina! E poi… sai che tette che ti vengono? Una mia amica, che aveva una seconda scarsa, dopo la gravidanza porta la quarta.
– Una mia amica che era piatta ora ha la quinta, ha fatto una mastoplastica additiva.
– Scema. Ma hai paura del parto? Sì, fa male. Un male atroce, veramente insopportabile. Altro che calcoli renali! Quando è nato il mio ho patito le pene dell’inferno per 16 ore. E pure dopo! Mi sono saltati i punti e ho avuto un’emorragia, un dolore...
– Terrificante.
– Eh, ma poi si dimentica.


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